Le protagoniste

Michaela Di Gennaro tra storia dell’arte e bodybuilding. Bella, colta e forzuta.

L’intervista alla giovane coratina che, nel maggio del 2017, è arrivata terza al campionato italiano Wabba (World Amateur Body Building Association) svolto in Calabria.

Ha solo 24 anni e, da quattro, unisce la passione per lo studio per i beni culturali a quella per il bodybuilding. È la giovane coratina Michaela Di Gennaro che, nei giorni scorsi, è arrivata terza al campionato italiano Wabba (World Amateur Body Building Association) svolto in Calabria.

Una passione nata quasi per caso
«Sono sempre stata una sportiva – ci racconta Michaela – ho iniziato a fare basket all’età di quattro anni ed è stato lo sport che mi ha accompagnato fino ai 20. Mi ha regalato diverse soddisfazioni ma per vari motivi ho dovuto smettere.

Qualche anno fa ero una ragazza in sovrappeso. Per me era normale, o meglio fingevo di star bene ma ero consapevole che così non mi piacevo. Un giorno ho deciso di seguire una dieta e ho perso moltissimi chili, raggiungendo finalmente il peso forma.
Fin qui tutto bene, però come spesso accade agli adolescenti che subiscono un cambio di corporatura così rapido, ho iniziato a desiderare di dimagrire sempre di più. Stavo quasi per cadere nel tranello dei disturbi dei comportamenti alimentari. Proprio questo mi ha spinto ad andare in palestra, volevo dimagrire sempre di più e bruciare sempre quante più calorie possibili. In realtà questa scelta mi ha salvata perché ho incontrato delle persone che non smetterò mai di ringraziare, mi hanno fatto capire che la mia mentalità era sbagliata, che più magro non è sinonimo di più sano e soprattutto che per avere un corpo forte e allo stesso tempo tonico è necessario allenarsi e mangiare bene.

Mi sono appassionata all’allenamento in palestra con i pesi e alla giusta alimentazione, quella utile per garantire non solo una corretta performance sportiva ma anche un buon risultato dal punto di vista estetico. I risultati non tardavano ad arrivare e ho pensato che mi sarebbe piaciuto partecipare a una competizione di bodybuilding per vedere cosa sono in grado di trarre dai miei allenamenti e da me stessa.

Ho deciso di affidarmi a un preparatore sportivo, Giuseppe Fasciano, che si occupa proprio di supportare coloro che si avvicinano a questo mondo ancora poco conosciuto. Lui mi fornisce dieta e allenamento da seguire in base agli obiettivi che ci poniamo. Lo ringrazio perché se ottengo questi risultati è anche grazie alle sue competenze, ormai è uno dei miei migliori amici».

La tua giornata tipo?
«Come quella di tutti, solo con qualche differenza. Attualmente sto seguendo un corso di laurea magistrale a Trento in scienze storiche, archivistiche e librarie, dopo essermi laureata (con lode) a bari in beni culturali. Lavoro, studio e mi alleno in palestra, convivo con il mio ragazzo a Trento. Lui è un poliziotto, è molto impegnato al lavoro e spesso mi trovo sola a gestire le faccende di casa nel poco tempo che mi resta.

Generalmente preferisco prepararmi i pasti la sera così sono certa di non dover mangiare la prima cosa che capita quando son fuori o quando ho fame. Quando sono in preparazione per una gara ovviamente la dieta è molto rigida e calibrata al risultato, ma nel resto dell’anno seguo una dieta ricca e varia che mi permette di mantenermi in forma e ovviamente sentirmi forte per poter affrontare gli impegni di studio e lavoro, nonché gli allenamenti. Per me l’allenamento è in primis un piacere, mi ritaglio circa un’ora e mezza al giorno almeno tre quattro volte a settimana perché mi rilassa e mi fa star bene andare in palestra».

E le soddisfazioni non mancano…
«Finora ho vinto due competizioni e domenica sono arrivata terza al mio primo campionato italiano, ero l’atleta più giovane della mia categoria. Ho potuto confrontarmi con persone più esperte che mi hanno spronato a migliorarmi continuamente. Purtroppo su questo sport ci sono ancora molti miti da sfatare. Gli stereotipi comuni narrano che le donne che si allenano sono molto mascoline: niente di più sbagliato.

Le gare ora prevedono la divisione in più categorie, e da qualche anno ne sono state introdotte alcune che mirano proprio a promuovere un tipo di fisicità femminile per corpi tonici e allenati. Un fisico “fitness”, per intenderci.

Vengono valutati infatti, prima ancora dello sviluppo muscolare – che deve essere non eccessivo o spropositato – anche la bellezza del viso, la presentazione, l’eleganza e la sinuosità dell’atleta. Fattori fondamentali sono inoltre le proporzioni e la simmetria muscolare nonché una buona definizione. Io gareggio in questo tipo di categorie e sono pienamente soddisfatta dei risultati raggiunti.

Per carità, non pretendo di piacere a tutti ma da questo sport e dalla vita ho imparato una cosa: “qualsiasi cosa farai o diventerai sarai sempre criticato”. Ero in sovrappeso e tutti mi dicevano di dimagrire, ero troppo magra e tutti mi dicevano di ingrassare. Adesso sto bene con me stessa e la gente pensa che sia egocentrica, che vivo solo per la palestra e che per me non esista altro. Niente di più sbagliato. Il bodybuilding è disciplina. Ti insegna ad organizzarti la giornata e a non avere tempi morti. E soprattutto è una sfida con te stesso: i risultati dipendono solo da te, non puoi barare. Ti alleni duro e segui la dieta? I risultati arriveranno. Se continui a giustificarti e a cullarti non puoi lamentarti. Credo che questo valga nello sport come in tutte le sfide della vita.

Credo che tutti noi dovremmo individuare una passione e viverla al cento per cento. Questo è il senso delle mie competizioni, mettermi in gioco e sfidarmi. Trovo scandaloso che nel 2017 la società consideri come “normali” le persone con dei chili di troppo e “fissati” quelli che si dedicano alla cura del corpo. È una questione di salute, prima che di aspetto fisico: non tutti si devono allenare e seguire la mia dieta ma è giusto diffondere il concetto di giusta alimentazione. Non è una novità, lo sapevano anche gli antichi, “mens sana in corpore sano”. Se il corpo è nutrito correttamente tutte le attività quotidiane saranno svolte con più facilità».

L’ambiente di Corato ti ha aiutata in questo percorso?
«Nella mia città ho conosciuto persone appassionate come me, ma sono ancora ben poche. Molto spesso vengo attaccata e in alcuni casi derisa per la mia passione. Come dice un altro proverbio, “ride bene chi ride ultimo”: io sto bene con me stessa e ho imparato a non giudicare le competenze e le qualità delle persone in base al loro fisico.

Prima di trasferirmi mi allenavo a Corato, con persone competenti e preparate. Adesso a Trento in palestra ho nuovi amici e amiche, per me la palestra è anche un luogo di socializzazione.

Seguire uno stile di vita così intenso non è per niente facile ma con un po’ di impegno ci sto riuscendo, grazie anche al sostegno del mio sponsor, del mio fidanzato Gaspare e della mia splendida famiglia».

«Le difficoltà sono tante»
“Chi te la fa fare?” oppure “Ma cosa mangi? Non è meglio una pizza?”. Sono «frasi che sento almeno dieci volte al giorno da parte di persone che non comprendono il senso di questo sport. Senza sacrifici non si ottiene nulla. Questo ora il mio stile di vita, per me mangiare bene e allenarmi non è una tortura ma è la normalità. Sono sempre stata molto determinata, amo pormi degli obiettivi e raggiungerli al massimo.

Per me studiare è fondamentale, è un’altra delle mie passioni. Amo la storia e l’arte e trovo che ci sia qualche collegamento col mio sport. L’amore per l’arte è l’amore per il bello. Il senso del bodybuilding è l’esaltazione della bellezza del corpo, delle proporzioni e della fisicità. Il bodybuilding è l’unico sport in cui si è l’opera d’arte e allo stesso tempo l’artista di se stessi.

Cosa mi riservi il futuro ancora non lo so, ho così tanti interessi che non riesco ancora a comprendere che direzione prenderà la mia vita. Dopo la specialistica mi piacerebbe lavorare nel mio settore ma so che dovrò stringere i denti e sgomitare per realizzarmi. La grinta e l’impegno di certo non mi mancano, il fitness sarà il mio compagno di vita».

fonte: coratolive

2 pensieri su “Michaela Di Gennaro tra storia dell’arte e bodybuilding. Bella, colta e forzuta.

  1. Buongiorno Michaela Di Gennaro sono un uomo di 45 anni. Mi complimento con lei. Sei arrivata terza. Mi piacerebbe fare a braccio di ferro con lei!
    Firma
    Calogero

  2. Buongiorno Michela Di Gennaro faccio l’agricoltore e uso l’accetta per tagliare gli alberi e uso la zappa. Nonostante tutto l’anno scorso sono stato battuto da una donna a braccio di ferro aveva 28 anni alta 1.69 e pesava 60 chili. Io sono alto 1,70 e faccio 80 chili. Mi ha vinto 4 a 0 . Aveva due braccia forti e resistenti. Come debbo fare migliorare?

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